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La Terrazza sul tettoSan Marcello Pistoiese
Segnavia bianco e rosso dipinto su una roccia, in primo piano, con un sentiero nel bosco sullo sfondo
Taccuino della Montagna

La G rossa di San Marcello e il segno bianco e rosso nato a Maresca

Che cosa rappresenta la grande G rossa vicino a San Marcello, e come un convegno del 1950 a Maresca ha messo ordine nei sentieri italiani

Che cosa rappresenta la G a San Marcello?

È la terza lettera di SEGNAVIE, un progetto di sentieri e arte della Montagna Pistoiese: otto grandi lettere rosse, ciascuna legata a una parola chiave (Segnavie e Sostenibilità, Ecologia, Green, Natura, Ambiente, Valori, Impatto, Ecosistema) e collocate in punti panoramici. La G sta per Green e si trova all'Alberone, a poco più di un chilometro da San Marcello in direzione Gavinana, dove comincia il tracciato della vecchia ferrovia FAP (Ferrovia Alto Pistoiese).

La grande G rossa di SEGNAVIE (Green) su un sentiero ghiaiato tra gli alberi, sul tracciato dell'ex ferrovia FAP vicino a San Marcello
La G di Green, all'Alberone, lungo il tracciato della vecchia ferrovia. Foto: SEGNAVIE.

Ma perché un progetto di sentieri usa proprio questi segni? Perché tutto parte da un rettangolo che conosci già. Se hai camminato su un sentiero italiano, hai visto quel rettangolo: due strisce rosse, una fascia bianca in mezzo e il numero del sentiero. Sembra una cosa che è sempre esistita. Invece ha una data e un paese: 14 maggio 1950, Maresca, sulla Montagna Pistoiese.

Il problema: ognuno segnava a modo suo

Prima di quel giorno non c'era un sistema comune. Dall'Ottocento al dopoguerra le sezioni del Club Alpino Italiano (CAI) avevano segnalato i sentieri ciascuna con i propri colori, simboli e numeri. Camminare da una valle all'altra voleva dire imparare ogni volta un linguaggio diverso, e sull'Appennino, dove i sentieri attraversano territori di sezioni vicine, il guaio era evidente.

Quattro appuntamenti in un anno

Il convegno di Maresca non fu un evento isolato. Secondo la ricostruzione pubblicata su Naturart da Renzo Zagnoni e Franco Filoni, il percorso fu questo:

  1. 29 gennaio 1950Riunione preparatoria all'Abetone.
  2. 7 maggioIncontro a Bologna.
  3. 14 maggioConvegno principale a Maresca, alla pensione Mizia, con delegati di sezioni toscane, emiliane e liguri.
  4. 3 dicembreRiunione di estensione a Firenze.

Tra i nomi che tornano nelle fonti: Mario Mori e l'ingegnere Giovanni Bortolotti, entrambi di Bologna, Francesco Cei di Livorno e Fernando Fini, presidente della sezione di Maresca. Il sistema nacque dalle esigenze concrete di chi i sentieri li percorreva, non da un'imposizione dall'alto.

Che cosa decisero

Il risultato è passato alla storia come le Norme di Maresca. Le regole, riassunte dal sito di SEGNAVIE:

  • un segnavia rettangolare bianco e rosso, con il numero del percorso in nero;
  • sulla linea del crinale la sigla "00";
  • percorsi con numero pari sul versante tirrenico e dispari su quello adriatico;
  • l'Appennino diviso in zone delimitate dai passi principali, con numerazione progressiva da est a ovest;
  • per l'inverno, pali di castagno che sporgono dalla neve per circa 130 centimetri.
Cartolina d'epoca in bianco e nero della pensione Mizia a Maresca, con due ragazzi in primo piano davanti al cancello
La pensione Mizia a Maresca, dove si tenne il convegno del 14 maggio 1950 (cartolina d'epoca)

E i soldi? Anche questo è un dettaglio che racconta l'epoca: gli enti locali stanziarono pochissimo, e il 3 luglio 1950 il rappresentante di Pistoia chiese 50.000 lire per cominciare.

Dall'Appennino a tutta Italia

Il sistema fu adottato gradualmente dal CAI nazionale e si estese all'intero Paese, Alpi comprese. Oggi lo usiamo tutti senza saperlo, anche con il GPS e le mappe digitali, e il lavoro continua: ogni anno qualcuno deve sfalciare, tagliare i rovi e rinfrescare colori e numeri.

Cartello in legno con il segnavia 3 e le indicazioni per Maresca, Pracchia, Corno alle Scale, Monte Gennaio, Lago Scaffaiolo e Rifugio Montanaro
Un cartello sul sentiero 3: il numero e i tempi di percorrenza per Maresca e Pracchia. Foto: SEGNAVIE.

E oggi? Il progetto SEGNAVIE

Maresca ha tenuto viva questa eredità con SEGNAVIE, un progetto di sentieri e arte nato per valorizzare la Montagna Pistoiese. Dietro ci sono realtà locali (A.Va.M.P, Associazione Maeba), il Comune di San Marcello Piteglio, l'Unione dei Comuni, la Fondazione Caript, Giorgio Tesi Editrice e il CAI. L'idea è collegare i sentieri di fondovalle, adatti a chi ha meno esperienza, ai tracciati d'alta quota del CAI, e punteggiarli di opere di street e land art.

8grandi lettere rosse
~40 kmdi dorsale
~70 kmdi sentieri di valle

La rete tocca zone come la Foresta del Teso, l'alta valle della Pescia, l'oasi Dynamo, la Macchia Antonini e l'area di Piteglio e Popiglio. Lo stato attuale va detto senza enfasi: il sito del progetto è online, ma i contenuti si fermano al 2022 (l'ultima notizia riguarda la corsa SEGNAVIE RUN del 2 luglio 2022). In compenso, secondo la descrizione dell'edizione di luglio 2025 della carta escursionistica dell'editore MapTrek Italia (Appennino Pistoiese, Modenese e Bolognese), la rete SEGNAVIE è stata aggiunta alla cartografia insieme alla nuova numerazione CAI a tre cifre.

Le otto lettere, una per una

La mappa del progetto le colloca tutte. Seguendo la dorsale da Maresca verso Lanciole, per ognuna c'è un perché:

Segnavie e Sostenibilità

A Maresca, punto di partenza simbolico della dorsale: qui, nel 1950, furono scritte le Norme.

Ecologia

Dove il vecchio tracciato della ferrovia FAP incrociava la strada comunale. Si vede l'intera valle del Limestre e parte di quella del Lima.

A San Marcello

Green

All'Alberone, all'inizio dell'ex percorso ferroviario della FAP: da qui si arriva a Gavinana, e a San Marcello circa un chilometro più avanti sulla statale.

Natura

A Casa Luigi, vicino al Centro visite dell'Oasi Dynamo, su una spianata a balcone sulle valli del Liesina, del Lima e del Limestre.

Ambiente

Alla Pieve di Migliorini, con la valle del Lima e il borgo di Piteglio.

Valori

Nella Macchia Antonini, al margine del viale dove si incontrano i percorsi. A Ferragosto, per volontà dell'antico proprietario, si celebra la Messa nel sacrario di famiglia e i prati si riempiono di picnic.

Impatto

Un monolite a Pian del Meo, sopra la borgata, con lo sguardo su Cimone, Corno alle Scale, Gennaio e Spigolino.

Ecosistema

Sopra Lanciole, vicino al parcheggio sopra la Pro Loco, con vista su Crespole e sulla Val di Forfora.

Lettera E rossa di SEGNAVIE (Ecologia) su un prato, con due persone che guardano la valle del Limestre
La E di Ecologia, dove la vecchia ferrovia FAP incrociava la strada: da qui si vede tutta la valle del Limestre. Foto: SEGNAVIE.
Grande lettera S rossa di SEGNAVIE con una persona che si fotografa
La S di SEGNAVIE a Maresca, punto di partenza della dorsale. Foto: SEGNAVIE.

Come fartene un'idea in mezza giornata

  • Vai a Maresca, dove tutto è nato: lì c'è la S, il punto di partenza della dorsale, e vale una passeggiata tra le opere d'arte del paese.
  • Se hai poco tempo, parti dalla G all'Alberone, a poco più di un chilometro da San Marcello, o dalla N presso l'Oasi Dynamo: sono le più comode da raggiungere dal centro.
  • Cerca i segnavia bianchi e rossi, e leggi il numero: ti dice da quale versante vengono.
  • Se vuoi camminare nel bosco, la Foresta del Teso è a pochi minuti.
Escursionista con bastoncini in una faggeta, accanto a un tronco con il segnavia bianco e rosso
Il segno bianco e rosso su un faggio: lo stesso su tutto l'Appennino. Foto: Camminatori.

Per approfondire sul sito: Musei e sentieri.

Per approfondire

Ultimo controllo: 2026-10-13. Testo originale de La Terrazza sul tetto, scritto sulla base delle fonti citate.

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